mercoledì 18 settembre 2013

Aprés la pluie


"Quattro donne ricamano, sedute sulle sedie in fondo alla scena. Parte la musica e si inizia a camminare. Ci si incrocia senza toccarsi, ci si vede senza guardarsi, si riempie lo spazio davanti, dietro, le donne continuano il ricamo, la trama. La camminata diventa spedita, traiettorie di corpi sfondano lo spazio, lo moltiplicano. Camminare diventa correre; la corsa si fa cerchio.
Le donne si alzano, le sedie in una mano, nell’altra il ricamo – attraversando il cerchio di persone – si sistemano al centro e continuano il gesto antico delle mani. Ancora si rialzano mentre il cerchio va, e conquistano il proscenio. Sedute, continuando a lavorare.

Dietro di loro la banda del paese inizia a suonare. Piccoli movimenti della testa, coreografia minima, e parte la festa. La scena si riempie e tutti a saltare. I paesi hanno bisogno di occasioni come questa, in cui il teatro è pretesto per gioire."
Daniele Balzano per Napoli Monitor

lunedì 16 settembre 2013

Caro Cerchio, cara famiglia...

lettera dal laboratorio Essere Paesaggio
Molinara 30 agosto 2013

Caro cerchio, cara famiglia, ascolto la musica e sento di muovermi. Io non so come spiegare è come non saper aspettare, non fermasi mentre il resto della banda suona. Le cose stanno così e molto semplicemente mi viene da ridere come un solletico di gioia.

Ed io incredulo ero tentato di tornare al quotidiano, ma mi sentivo sempre più
parte di questa foresta, felice e consapevole di aver vissuto una nuova esperienza, una bella esperienza                                                                                          
Donare un pezzo di vita da restituire, a te che mi hai teso la mano, ma anche a te che l’hai tirata via. Ma il dono lo restituisco soprattutto a me che mi nutro dei tuoi sorrisi, dei tuoi occhi e della stretta delle tue braccia.
Si migliora con la musica… bella giornata! Grazie di aver messo mi mi mi Grazie per aver messo mi mi mi che è la mia musica preferita  Grazie della musica Grazie  Grazie tanto HA che HA messo la canzone MI mi mi perché mi sono divertito tanto… molto grazi
VOGLIO ESSERE FELICE
Peccato!! Che solo oggi sono stata con voi… un’esperienza bellissima spero di poterla ripetere.
Questi giorni che stiamo passando assieme sono bellissimi stupendi FAVOLOSI
Mentre ascoltavo la storia sulla città di Kyoto, è stato magico perché, avendo gli occhi chiusi, era come se io ero lì, a Kyoto…Kyoto è una città molto antica, ma con una lunga storia alle spalle…prima Kyoto era la capitale del Giappone, ma dopo è stata spostata ad Edo (oggi conosciuta con il nome di Tokyo)… io amo il Giappone e un giorno vorrei visitarlo…e perché no? anche viverci e vivere con l’abito tradizionale giapponese, il kymono.
Non sono che piccole girandole, un fiato sulla schiena, dio…Chiudere il mondo in una mano
“Viaggi e altri viaggi” il primo libro che ti ho regalato… e anche se ora le nostre strade si sono divise, oggi un pensiero è per te e oggi come ieri ti dico: “alza lo sguardo e vivilo questo mondo”. FAI ESPERIENZA DI QUESTO MONDO! Chissà se un giorno lo farai…
Grazie a tutti ma soprattutto a Paola, sei bravissima spero tornerai a Molinara
Ero cera molle nelle tue mani. La tua spinta mi ha fatto volare. Non abbiate paura di esprimere ciò che siamo
Non ho parole, bellissima esperienza. Grazie, grazie a tutti                                         
Giornata molto bella grazie
La vita è una nota che va cullata senza scossoni perché è calmandosi che ogni ciotola si riempirà e non esisteranno rimpianti. Ogni azione è la tua e sta bene, ogni emozione va cullata. Ascolta con calma.

domenica 15 settembre 2013

Gradini per salire e scalare il cielo

lettera dal laboratorio Essere Paesaggio
Molinara 29 agosto 2013

Un bambino che ha negli occhi molte vite.
Nasce dal silenzio il suono di un bacio, e io ho negli orecchi molte voci.
Come la nebbia forte leggera in volo dal nulla
Ti ho incontrata ma tu non mi hai visto… Eri in macchina, è stato un attimo ma il mio  si è come bloccato o era fermo prima e… ha ripreso a battere!
2° AVVISO Per favore, ma per favore cambiate musica, ciaoooooooooo!!!!!!!! HAHAHA!!
Ciò che mi sta dando questo progetto è la possibilità di alienarmi, potendo diventare qualsiasi cosa. Questa volta ci hanno chiesto: “Se ci fosse un’altra vita, tu cosa vorresti essere?”. Un delfino, un cane, un leone. Noi possiamo diventare QUEL delfino, QUEL cane, QUEL leone, lasciandoci andare e facendo sì che sia il migliore possibile.
Dovete fare una pausa in cui si può parlare. Grazie. La prossima volta portate la salsiccia. Ciaoo Dimenticavo, siete grandi!
Partire, incontrare l’altro… Tornare a casa. Ogni viaggio ha il suo ritorno. Solo ritornando si può partire di nuovo… Ogni volta verso nuove mete e nuove scoperte… bisogna sempre viaggiare nel mondo… e dentro sé stessi.
La casa è il luogo dei sogni, il luogo dove ci si sente sempre sé stessi, dove molto spesso troviamo noi stessi. Ci fa sentire importanti, si pensa, si parla con la propria famiglia. Secondo me la casa è un luogo prezioso dove prevale la gioia ma anche rabbia, fiducia, solidarietà e dialogo.
Il tempo passa in fretta, ma è un correre verso casa.
Andiamo, superiamo quel punto oltre il quale non si torna indietro. Apriamo una nuova era. Guardavo quella palma, unica tra tutti gli altri alberi. Il mio semino è per lei.
Certe volte bisogna guardare fuori, nuvole e palme, olivi, i lentischi e andare per more; cogliere la frutta dall’albero e finalmente sentire il sapore dolce della marmellata.
Questo è il primo giorno che sono venuta e mi sono divertita. E’ stata una giornata bellissima.
L’albero solo è un albero morto… così come le persone sole sono tristi e possono andare in depressione. Un grande bacio. E’ bella la solitudine in mezzo agli altri.
Nella foresta un grande prato verde dove tutti si raccolgono, si conoscono, e si incontrano nuovi amici. E la foresta cresce…
Di tutte le mie parole campate per aria mi tengo due piedi accampati per terra.
Camminare ad occhi chiusi lasciandosi accompagnare dall’altro è fidarsi ed è un essere nuovo; come nuova è tutta questa avventura.
Il sorriso di un bambino da proteggere e da coltivare per l’umanità.
Proteggo la grazia, il soffio in un canto, la crepa nel muro, l’acqua che scava, il dolore che pesa.
Sto imparando ad accettare il mio corpo che non mi è mai piaciuto ma che comunque mi appartiene!! E’ bello poter sentire il proprio corpo. E’ vita. Corpo e mente in un unico insieme
HO VOGLIA DI UNA RAGAZZA BELLISSIMA CON CUI VORREI ESSERE FIDANZATO
Spero che ritorni, come la primavera dopo un lungo inverno.
Questo terzo giorno è stato fantastico per me. Il tempo è passato così in fretta che non me ne sono resa conto.
Qualcuno mi scriva sulla schiena parole intere, e altre spezzate, piccole parole senza significato e altre ricche d’aria, ma tutte, tutte vicine. Gradini per salire e scalare il cielo così vicino e così lontano
Grazie siete stati meravigliosi speriamo di vederci presto.

Quanto siamo vivi e precisi nel coro

lettera dal laboratorio Essere Paesaggio
Molinara 28 agosto 2013

Dal centro accogliere, riposarsi in una mano piccola, fremere lì dove nascono le lacrime
A volte puoi sentire l’anima espandersi e prendere spazio fino in cielo.
E’ come un insieme di onde che vibrano, sono gli ultimi brandelli dei nostri arti che si mischiano con le nubi. 
Io penso a come sarebbe volare, volare libero nel cielo profondo e azzurro…
Senza nessuno che ti dice cosa fare… puoi volare libero…. libero da tutti….
Sentirmi libero e fluido come un albero è meraviglioso, lasciandomi andare in questa foresta…. è una bella sensazione! Grazie
Bisogna sempre essere come un albero: con le radici piantate bene nel terreno, ma con i rami che tendono al cielo
La vita è come i rami degli alberi, si allunga sempre verso nuove mete
Età del verde, come quando ancora devi entrare nel tuo corpo Con il tempo cambia tutto lo sai, cambiamo anche noi.
Il mistero, il segreto da svelare pian piano. Lentamente l’uno incontra l’altro. Grazie.
Non ho capito Rilassante… si potrebbero cambiare le canzoni… e molto buone le ciambelle… complimenti a chi le ha fatte! 
Con le mani capisco. Con i rami ascolto. Con le radici impasto la terra e la terra mi sostiene.
Ho voglia di mangiare
Un albero non è semplicemente un albero. E’ vita!
E’ fantastico. Dovete farlo più volte all’anno. Dimenticavo, siete grandi! Vi lovvo*
Mi sono divertita molto… Però per favore mettetevi i reggiseni per evitare scandali. Con affetto, siete simpatici, ma un po’ di coerenza…. Ciao Coerenza 
Il primo giorno ero l’unico bambino ma ora sono per mia fortuna aumentati ma poi mi spiegherete a cosa serve questo teatro davanti a un bel gelato 0824 99**** Il sole splende, le stelle brillano e il mio cuore batte sempre più forte.
Mi sono divertita tanto a imparare cose nuove, e, a dire la verità, ho avuto paura ieri, quando abbiamo ‘ballato’ con le sedie…. ero nel panico più totale perché mi trovavo lì con una sedia e non sapevo cosa fare… avevo paura, TANTA paura… però mi sono fatta coraggio, avendo te al mio fianco. Anche oggi mi sono divertita tanto, e alla fine mi sono buttata a fare la ‘danza’ della Foresta d’amore, però, anche questa volta avevo paura. Vi voglio dire: grazie di cuore, mi state facendo vivere momenti che porterò sempre con me nel mio cuore… E anche a voi, vi porterò sempre nel mio cuore.
Cullata da una dolce musica vi dico: la lettera, le lettere di ieri mi hanno dato forza e slancio di continuare un percorso: “a volte il mondo può fare schifo, ma l’essere umano è meraviglioso”
Spero di riuscire a fare tesoro di quest’esperienza nel miglior modo possibile, cercando di riuscire a dare valore al mio mondo quando dentro di me tutto è gelo 
Le parole difficilmente dicono la forza dei piedi, la risata di un girotondo, il tirare dolce e furibondo di un cerchio di persone. Quanto siamo vivi e precisi nel coro.
Sentire il contatto con il prossimo anche quando, in realtà, si è legati solo da un ‘filo’, la sensazione di essere ‘trasportato’ dal compagno dandogli completa fiducia, sincera fiducia. Sensazioni nuove e indubbiamente piacevoli. 
Il nodo buio e violento della mia mano è quello stesso fiore negli occhi tuoi.
Le emozioni fanno bene al corpo e allo spirito. Grazie di queste emozioni.
Oggi come ieri è stato bello e divertente. E’ una grande esperienza.
Un filo sottilissimo, quasi invisibile, eppure così vivo nei tuoi occhi di bambina che mi richiami alla vita. Bastano poche parole per dirsi tutto. 
Ho voglia di coccole e di giocare come tutti gli animali.

giovedì 12 settembre 2013

Lettere dal giardino

 
Carissimo Umano,
io sono il frassino.
Sono un albero curioso, ma duro come il marmo di un altare, antico quanto la luce del sole. Cresco come un bambino che spiga: alto e magro; ed ho capelli folti e lunghi e braccia che vanno fino al cielo come se volessi abbracciare pure le montagne. 

Sono chiamato albero felice, ma al nord esiste un mio fratello: solitario ed unico. 
Coi suoi rami sostiene l’universo ed ha tre radici: una che affonda nel mondo dei morti, Hel, una nel mondo dei giganti di ghiaccio Mimir, la terza nella terra degli Asi.  
Accanto a lui “primo degli alberi” una fonte da cui le Norme che determinano il destino degli uomini, traggono fango ed acqua, affinché non dissecchi.

Sono l’albero di cui si ricorda l’esistere prima ancora che sia, prima ancora che m’innalzi e quando appare la mia pienezza sono già in decadenza.

E se talvolta, mi figuro di poter essere melo, acacia profumata, gelsomino fiorato, magnolia preziosa; sempre rispondo al richiamo; sempre mi abbandono alla natura - la mia - e faccio ombra di frassino.
Solo ombra.

Il Frassino.


 

mercoledì 11 settembre 2013

Lettere dal giardino


Il laboratorio essere paesaggio viene da lontano, da un anno di lavoro di un collettivo di persone, di varia umanità, di bellezza imperfetta, di tanti modo di stare al mondo...
Quelle che seguono sono le lettere che ognuno di noi ha scritto agli umani: dal proprio giardino.

Carissimo umano,
ti ho visto fermarti sotto i miei rami, in autunno, e raccogliere le foglie gialle e rosse. D’inverno sono stato nudo, tronco liscio, rami e legno rossastro. Fuori la tempesta, ma dentro riposavo. Poi arrivò la primavera e fu una festa di fiori. Io mi sentivo bello, bellissimo, ma anche un po’ fragile, quando il vento posava i petali bianchi dai riflessi rosa sulla terra appena lavorata. Nel frattempo mi rinnovavo con foglie d’un verde fresco e brillante.

Carissimo umano, ti ho visto anche quel giorno d’aprile gioire in giardino, nel vedere i miei frutti acerbi appena iniziare, e poi scoprirli a maggio d’un tratto rossi e chiederti come fosse possibile d’improvviso. Ma non è stato d’improvviso: hai dimenticato quanta attesa, quanto sole e quanta pioggia?

 Ora sono carico e ce n’è per tutti: per il vicino al lato che non saluti, per la tua famiglia e per i tuoi amici, per gli insetti e per le muffe, da cui mi riparo con una resina trasparente e profumata. Ce ne è anche per gli uccelli che provi a scacciare, ma loro sono più furbi di te e inoltre hanno le ali. Caro umano, non fare l’egoista, il mio nome antico è “Prunus Avium”, ovvero “Ciliegio degli uccelli” e dovrete trovare un accordo comune. 

Nella stagione della mia pienezza che è adesso, io sono un albero possente e generoso, e ti invito a mantenerti prezioso, tenero e bianco sotto la scorza scura, così come il mio legno.
Dal profondo della mia linfa,
Il Ciliegio.

 

martedì 3 settembre 2013

Da predica ai pesci

Ecco il mondo bussare alla mia porta con corpicini secchi secchi
Eccolo bussare con sua ciotola crepata e vuota
Ecco il mondino sghembo scortecciarsi e sbrecciarsi
Ecco la mia pietà intontita riprendere quota
Ecco la mia pietà adirarsi. La mia pietà bardarsi,
la mia pietà imbestiarsi
Ecco il grande aereonautico baccano
Ecco i quaranta ladroni del mondo
Ecco la caccia grossa
Ecco il mondo che dice: fate piano fate piano
Eccolo che dice: sono delicato
Ecco il mondo messo nelle lotte
Ecco l'alta marea del pianto con singhiozzo e cateratte
Ecco il veleno. Ecco lo schiaffo e l'ustione. Ecco l'amputazione.
Viene il mondo alla mia porta, e vedo vedo sue faccine esplose
vedo vedo che mi innamoro di lui mondo
Ecco che mi innamoro di lui mondo, di suo corpo celeste rotante, fra mille stelle
Ecco il mondo che dice: m'increpo! m'increpo!
Ecco il grande cozzare, ecco il grande boato salire
e mi fa dispiacere sì grande
mi fa così dispiacere sì grande, sì grande, sì grande
Salverò io il viandante infreddolito, cucirò coperte di purissima lana
darò fettine di pane, io allatterò, avrò cura per ogni piuma e chicco
per ogni alveare, ogni cervo impigliato lo libererò
ricucirò il palato dei pesci, ogni antenna di grillo e ala e squama
e capannetta di fango e tetto rotto
e abituccio logoro: farò bene, farò bene
aggiusterò, nutrirò, ogni manina secca io la ingrasserò,
ogni testa inceppata, ogni casa scoppiata, ogni campo pestato e rotto,
ogni, ogni, ogni.
Ecco il mondo che dice: "i tuoi sogni sono una manciata di parole funebri".
Eccolo che dice: "calmati e tutte le scodelle si riempiranno".
Mariangela Gualtieri

lunedì 2 settembre 2013

Comunità temporanee di intenti


E' appena terminata un'esperienza bellissima "Essere paesaggio" - per un teatro dei luoghi abitati.

Il laboratorio Essere paesaggio parte dalla geografia del corpo, per  ritrovare collegamenti naturali e di senso con i luoghi che ci circondano mettendoci in ascolto.  La proposta di lavorare sul corpo a partire da un immaginario comune, legato ai temi della natura, dell’infanzia, dell’amore ci ha aiutati a creare velocemente una comunità di esseri diversi per sesso, età, vissuto ma coinvolti tutti nello stesso gioco d’espressione e d’ emozione.

E’ questo il tempo di ripensare la vita attraverso il corpo e quest’ultimo attraverso il sogno inteso come capacità di proiettare i propri desideri all’interno di  atto creativo collettivo  e crederlo realtà. 

Fare e non capire a tutti i costi, è il principio dal quale cominciare.

Pensiamo che l’ importante sia attivare le occasioni del fare, condividere  azioni, moltiplicare gli incontri, essere inutilmente operosi ma giocare insieme, al gioco più antico del mondo: quello della narrazione.

Non aspettarsi niente ma partecipare è l’allenamento che ogni atleta del cuore può praticare per fare la sua parte all’interno di una comunità attiva  e vivace : ritrovare emozioni intorno a un canto, rilassarsi ascoltando  una musica o il suono del vento, pronunciare poesia come si mastica il pane, comporre un gesto mettendoci attenzione, decidere che la bellezza è un cibo quotidiano.  Costruire un evento come un rito, ricreare la festa dove è il dono di sé la prima cosa che si offre, pensiamo sia un atto importante e pieno di senso in un momento storico in cui l’isolamento e le solitudini mortificano gli umani più del disagio economico.

Essere paesaggio è un laboratorio residenziale  di teatro danza che mira a costruire relazioni di senso tra le persone e la natura dei luoghi ,attraverso il riconoscimento di abilità interpersonali. Gli incontri tra le persone, possono creare una rete capace di intrecciare il  tessuto intimo, umano e solidale, che mette insieme  poesia, cultura  e bellezza: tre elementi di cui nessun essere umano dovrebbe mai essere privato per la cura della salute del corpo e della mente.  Mettendo insieme idee e passioni che accomunano, si sono realizzati incursioni  all’interno dei paesi e del suo  paesaggio (fisico, geografico e emozionale) mettendo al primo posto l’incontro tra le persone, il loro sentire  e il loro “sogno di comunità”.

Scrive Franco Arminio: “Chi ha stabilito che nei posti periferici ci debba essere spazio per le discariche e non per centri di ricerca, per punte avanzate del pensiero e dell’arte? (…) Forse una possibilità di resistenza è incoraggiare, incoraggiarsi (…); la linfa sta negli intrecci, nelle relazioni, nell’apertura: il paese che è sempre stato il simbolo dell’isolamento vedrà volti, parole, scambi, idee incrociarsi fra loro. (…) La crisi del modello urbano mette i luoghi da sempre considerati marginali in una posizione interessante perché è come se sul margine oggi fosse più facile pensare e progettare qualcosa di nuovo. Vogliamo portare in un paese persone che fanno cose diverse nella vita. E il cuore di tutto è l’intreccio tra politica e cultura, perché senza la politica la cultura non produce cambiamenti, mentre la politica senza cultura può produrre solo lo squallore che ha prodotto in questi anni. E portare con noi un bagaglio nel quale c’è il racconto di un sud che costruisce nuove storie. L’adozione collettiva di una casa, di un cortile, di una piazza, di un orto, di un paesaggio, di un paese adopera di danzatori, poeti, politici, agronomi, architetti, studenti, contadini, urbanisti, musicisti, attori, artigiani, artisti, fotografi, registi, tutti insieme può dare vita ad un nuovo racconto. “

Obiettivi specifici
creare comunità temporanee di intenti attorno ad un progetto artistico - creativo che valorizzi i luoghi e i suoi abitanti e creare reti di collaborazione all’interno delle collettività per incidere sul benessere psico-fisico delle persone.

Azioni
laboratorio residenziale
laboratori di allestimento e documentazione
la festa
la scatola delle memorie
I materiali poetici, documentari, le raccolte di oggetti e di memorie saranno  catalogati e conservati in luoghi fisici e/o virtuali per essere “custodi” di memorie per non cancellare il patrimonio di affetti messo in comune. L’idea è di allestire uno spazio, un luogo d’incontro che continui nel tempo il lavoro intrapreso nel palazzo della comunità.