martedì 3 settembre 2013

Da predica ai pesci

Ecco il mondo bussare alla mia porta con corpicini secchi secchi
Eccolo bussare con sua ciotola crepata e vuota
Ecco il mondino sghembo scortecciarsi e sbrecciarsi
Ecco la mia pietà intontita riprendere quota
Ecco la mia pietà adirarsi. La mia pietà bardarsi,
la mia pietà imbestiarsi
Ecco il grande aereonautico baccano
Ecco i quaranta ladroni del mondo
Ecco la caccia grossa
Ecco il mondo che dice: fate piano fate piano
Eccolo che dice: sono delicato
Ecco il mondo messo nelle lotte
Ecco l'alta marea del pianto con singhiozzo e cateratte
Ecco il veleno. Ecco lo schiaffo e l'ustione. Ecco l'amputazione.
Viene il mondo alla mia porta, e vedo vedo sue faccine esplose
vedo vedo che mi innamoro di lui mondo
Ecco che mi innamoro di lui mondo, di suo corpo celeste rotante, fra mille stelle
Ecco il mondo che dice: m'increpo! m'increpo!
Ecco il grande cozzare, ecco il grande boato salire
e mi fa dispiacere sì grande
mi fa così dispiacere sì grande, sì grande, sì grande
Salverò io il viandante infreddolito, cucirò coperte di purissima lana
darò fettine di pane, io allatterò, avrò cura per ogni piuma e chicco
per ogni alveare, ogni cervo impigliato lo libererò
ricucirò il palato dei pesci, ogni antenna di grillo e ala e squama
e capannetta di fango e tetto rotto
e abituccio logoro: farò bene, farò bene
aggiusterò, nutrirò, ogni manina secca io la ingrasserò,
ogni testa inceppata, ogni casa scoppiata, ogni campo pestato e rotto,
ogni, ogni, ogni.
Ecco il mondo che dice: "i tuoi sogni sono una manciata di parole funebri".
Eccolo che dice: "calmati e tutte le scodelle si riempiranno".
Mariangela Gualtieri

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