E' appena terminata un'esperienza bellissima "Essere paesaggio" - per un teatro dei luoghi abitati.
Il laboratorio Essere paesaggio parte dalla geografia del corpo, per ritrovare collegamenti naturali e di senso con i luoghi che ci circondano mettendoci in ascolto. La proposta di lavorare sul corpo a partire da un immaginario comune, legato ai temi della natura, dell’infanzia, dell’amore ci ha aiutati a creare velocemente una comunità di esseri diversi per sesso, età, vissuto ma coinvolti tutti nello stesso gioco d’espressione e d’ emozione.
E’ questo il tempo di ripensare
la vita attraverso il corpo e quest’ultimo attraverso il sogno inteso come
capacità di proiettare i propri desideri all’interno di atto creativo collettivo e crederlo realtà.
Fare e non capire a tutti i costi, è il principio dal quale cominciare.
Pensiamo che l’ importante sia attivare le occasioni del fare,
condividere azioni, moltiplicare gli
incontri, essere inutilmente operosi ma giocare insieme, al gioco più antico
del mondo: quello della narrazione.
Non aspettarsi niente ma partecipare è l’allenamento che ogni atleta del
cuore può praticare per fare la sua parte all’interno di una comunità
attiva e vivace : ritrovare emozioni
intorno a un canto, rilassarsi ascoltando
una musica o il suono del vento, pronunciare poesia come si mastica il
pane, comporre un gesto mettendoci attenzione, decidere che la bellezza è un
cibo quotidiano. Costruire un evento come un rito, ricreare la
festa dove è il dono di sé la prima cosa che si offre, pensiamo sia un atto
importante e pieno di senso in un momento storico in cui l’isolamento e le
solitudini mortificano gli umani più del disagio economico.
Essere paesaggio è un laboratorio residenziale di
teatro danza che mira a costruire relazioni di senso tra le persone e la
natura dei luoghi ,attraverso il riconoscimento di abilità interpersonali. Gli
incontri tra le persone, possono creare una rete capace di intrecciare il tessuto intimo, umano e solidale, che mette
insieme poesia, cultura e bellezza: tre elementi di cui nessun essere
umano dovrebbe mai essere privato per la cura della salute del corpo e della
mente. Mettendo insieme idee e passioni
che accomunano, si sono realizzati incursioni all’interno dei paesi e del suo paesaggio (fisico, geografico e emozionale)
mettendo al primo posto l’incontro tra le persone, il loro sentire e il loro “sogno di comunità”.
Scrive Franco Arminio: “Chi ha stabilito che nei posti periferici ci debba essere spazio per le discariche e non per centri di ricerca, per punte avanzate del pensiero e dell’arte? (…) Forse una possibilità di resistenza è incoraggiare, incoraggiarsi (…); la linfa sta negli intrecci, nelle relazioni, nell’apertura: il paese che è sempre stato il simbolo dell’isolamento vedrà volti, parole, scambi, idee incrociarsi fra loro. (…) La crisi del modello urbano mette i luoghi da sempre considerati marginali in una posizione interessante perché è come se sul margine oggi fosse più facile pensare e progettare qualcosa di nuovo. Vogliamo portare in un paese persone che fanno cose diverse nella vita. E il cuore di tutto è l’intreccio tra politica e cultura, perché senza la politica la cultura non produce cambiamenti, mentre la politica senza cultura può produrre solo lo squallore che ha prodotto in questi anni. E portare con noi un bagaglio nel quale c’è il racconto di un sud che costruisce nuove storie. L’adozione collettiva di una casa, di un cortile, di una piazza, di un orto, di un paesaggio, di un paese adopera di danzatori, poeti, politici, agronomi, architetti, studenti, contadini, urbanisti, musicisti, attori, artigiani, artisti, fotografi, registi, tutti insieme può dare vita ad un nuovo racconto. “
Obiettivi specifici
creare comunità temporanee di intenti attorno ad un progetto artistico - creativo che valorizzi i luoghi e i suoi abitanti e creare reti di collaborazione all’interno delle collettività per incidere sul benessere psico-fisico delle persone.
Azioni
laboratorio
residenzialelaboratori di allestimento e documentazione
la festa
la scatola delle memorie
I materiali poetici, documentari, le raccolte di oggetti e di memorie saranno catalogati e conservati in luoghi fisici e/o virtuali per essere “custodi” di memorie per non cancellare il patrimonio di affetti messo in comune. L’idea è di allestire uno spazio, un luogo d’incontro che continui nel tempo il lavoro intrapreso nel palazzo della comunità.

Nessun commento:
Posta un commento